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Licenza e certificato Cites

La Convenzione di Washington sul Commercio internazionale delle specie di fauna e flora minacciate di estinzione, più comunemente conosciuta come CITES, è un accordo internazionale tra Stati che ha lo scopo di proteggere piante ed animali a rischio di estinzione, regolando e monitorando il loro commercio, ovvero esportazione, riesportazione e importazione di animali vivi e morti, di piante, nonché di parti e derivati. La Convenzione si basa su un sistema di permessi e certificati che possono essere rilasciati se sono soddisfatte determinate condizioni e che devono essere presentati agli uffici doganali abilitati ai controlli dei Paesi interessati allo scambio. La Convenzione è entrata in vigore nel 1975 e vi aderiscono attualmente 183 Membri (Parties), compresa l’Unione europea che è diventata Parte dall’8 luglio 2015. 
Il Segretariato CITES è amministrato dall’ UNEP-United Nations Environment Programme che ha sede a Ginevra.

La CITES regola il commercio internazionale di circa 35.000 specie, di cui approssimativamente 30.000 sono piante. Queste specie sono riportate in 3 Appendici secondo il grado di protezione che esse necessitano. Rientrano nella Convenzione esemplari di origine selvatica (W) ma anche, e non solo, esemplari nati e allevati in cattività e piante riprodotte artificialmente.

Ogni Stato designa una o più Autorità di gestione (Management Authority) incaricate dell’emissione di permessi e certificati CITES, soggette al parere di una o più Autorità scientifiche designate a questo scopo. L’elenco completo è disponibile sul sito del Segretariato.

In Italia, il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del territorio e del mare è l’Autorità di gestione responsabile in via principale dell’esecuzione della legislazione CITES, mentre le Autorità amministrative che, unicamente, possono rilasciare  permessi e certificati CITES sono:

  • Ministero dello Sviluppo economico – Direzione Generale per la Politica commerciale internazionale Divisione II-CITES  per  permessi di importazione ed esportazione.
  • Ministero delle Politiche agricole e forestali - Servizio CITES del Corpo Forestale dello Stato per notifiche di importazione, certificati di riesportazione, certificati comunitari, per mostre itineranti, di proprietà personale e per collezioni di campioni.

L’Unione europea, che rappresenta uno dei più importanti mercati di destinazione del mondo degli esemplari CITES, applica la Convenzione attraverso Regolamenti comunitari direttamente applicabili in ciascun Stato Membro. 

Per le imprese, i cittadini che intendono importare e/o esportare esemplari di flora, fauna o loro parti e derivati, da e verso Paesi extra UE è consigliabile che, in via preliminare, accertino se i prodotti oggetto dell’importazione/esportazione rientrino o meno nella regolamentazione CITES.

Come primo passo, quindi, è bene consultare le liste degli esemplari comprese negli allegati del Regolamento 338/97 (aggiornati dal Regolamento (UE) 1320/2014), la Checklist delle specie CITES e l'elenco delle combinazioni specie-Paese per le quali l'introduzione nell’Unione europea  è vietata in applicazione del Regolamento di esecuzione (UE) 736/2015, oppure sulla base dei pareri negativi espressi dall’SRG, il Gruppo di consulenza scientifica comunitario (cui le Autorità scientifiche nazionali devono attenersi), che si possono visionare sul sito Species+ .

Tutte le sospensioni e i divieti sono soggetti nel tempo a possibile modifica.

Una volta verificato lo status dell’esemplare che si intende importare o esportare, occorre procedere alla richiesta del relativo permesso al Ministero dello Sviluppo economico il quale, una volta completata l’istruttoria per la verifica dei requisiti fissati dalla normativa, la sottoporrà al parere della Commissione scientifica CITES.

Il permesso di importazione/esportazione è rilasciato, come stabiliscono le norme comunitarie, entro trenta giorni dalla data di presentazione della richiesta completa. I termini si interrompono fino all’acquisizione del previsto parere positivo della Commissione scientifica nazionale e alla conclusione di eventuali consultazioni di Autorità CITES estere.

Per maggiori informazioni, è possibile consultare il sito del Ministero dello Sviluppo Economico.

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Ultima modifica:

Lunedì, 12 Dicembre, 2016 - 13:15

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